Luis Barraza Cardenas
https://doi.org/10.66428/ijppv14i01a003
Details
Luis Barraza Cardenas
Faculty of Engineering, Panamerican University – labarraza@up.edu.mx
Keywords: Heritage, Segregation, Urban Structure, Spatial Justice, Urban Studies.
Abstract: This study explores how colonial planning paradigms continue to shape the built environment and spatial hierarchies in Latin American heritage cities and examines what spatial strategies have emerged to disrupt or resignify these inherited forms. Through a comparative analysis of Santo Domingo and Oaxaca—two cities marked by distinct yet interconnected colonial trajectories—the research explores how urban planning, religious architecture, and spatial governance functioned historically as instruments of control. Drawing on visual ethnography, spatial analysis, and critical urban theory, the study reveals how colonial urban logics persist in contemporary issues such as heritage-led gentrification, infrastructural inequality, and symbolic dispossession. While Santo Domingo exemplifies a fortified, centralized model of imperial power, Oaxaca demonstrates a more permeable and negotiated urban form shaped by mestizaje and indigenous resilience. Yet both cities remain structured by exclusionary spatial regimes. The findings underscore the need for a decolonial urban approach—one that interrogates colonial continuities, reclaims urban memory, and prioritizes spatial justice and community agency in the reshaping of Latin American cities.
Abstract (in Italian)
Questo studio analizza come i paradigmi della pianificazione coloniale continuino a plasmare l’ambiente costruito e le gerarchie spaziali nelle città patrimonio dell’America Latina, ed esamina le strategie spaziali emerse per interrompere o risignificare queste forme ereditate. Attraverso un’analisi comparativa di Santo Domingo e Oaxaca—due città segnate da traiettorie coloniali distinte ma interconnesse—la ricerca esplora come la pianificazione urbana, l’architettura religiosa e la governance dello spazio abbiano storicamente funzionato come strumenti di controllo. Basandosi su etnografia visiva, analisi spaziale e teoria urbana critica, lo studio mette in luce come le logiche urbane coloniali persistano in problematiche contemporanee quali la gentrificazione guidata dalla valorizzazione del patrimonio, le disuguaglianze infrastrutturali e la spoliazione simbolica. Se Santo Domingo esemplifica un modello fortificato e centralizzato di potere imperiale, Oaxaca rappresenta una forma urbana più permeabile e negoziata, forgiata dal mestizaje e dalla resilienza indigena. Tuttavia, entrambe le città restano strutturate da regimi spaziali escludenti. I risultati evidenziano la necessità di un approccio urbano decoloniale—capace di interrogare le continuità coloniali, recuperare la memoria urbana e dare priorità alla giustizia spaziale e all’azione delle comunità nel ripensamento delle città latinoamericane.


