Jacopo Grilli*, Anita De Franco
https://doi.org/10.66428/ijppv15i01a003
Details
Jacopo Grilli *
Urbanist, artist, independent researcher, founder of the Art of Cities, the Netherlands * corresponding author – artofcities@gmail.com
Anita De Franco
Department of Architecture and Urban Studies (DASTU), Politecnico di Milano, Via Bonardi 3, 20133 Milan, Italy
Keywords: art residency, artistic practices, heuristics, sensory urbanism, urban phenomenology
Abstract: This paper explores the use of art as a heuristic tool for understanding and designing urban spaces, drawing on sensory and phenomenological insights in urban studies. The main research question of the paper is: How can the arts contribute to developing a new “sensitive approach” that enhances current practices of spatial enquiry and place-making? Methodologically, the paper is based on a critical review of the literature and empirical investigations. In particular, it focuses on the project The Sensitive City, an initiative linked to an architectural residency hosted by the research centre ARCAM, in Amsterdam. In this context, artistic practices were employed as exploratory and interpretive tools to reveal non-immediate qualities of two distinct urban places: Havenstad, a transforming harbour in the northern area of the city, and Mercatorplein, a socially vibrant urban plaza. The discussion highlights how the arts can reintroduce creative thinking and innovation in a non-instrumental way. Rather than prescribing specific aesthetic canons or serving the targeted aims of civic or cooperative place-making, and in contrast to dominant data-oriented approaches to spatial enquiry, the arts offer a means of engaging with urban space through open-ended, sensorial, and imaginative processes.
Abstract (in Italian)
Questo articolo esplora l’uso dell’arte come strumento euristico per la comprensione e la progettazione degli spazi urbani, attingendo a spunti sensoriali e fenomenologici nell’ambito degli studi urbani. La principale domanda di ricerca è: in che modo le arti possono contribuire allo sviluppo di un nuovo “approccio sensibile” che valorizzi le attuali pratiche di indagine spaziale e di creazione di luoghi? Dal punto di vista metodologico, l’articolo si basa su una revisione critica della letteratura e su indagini empiriche. In particolare, si concentra sul progetto The Sensitive City, un’iniziativa legata a una residenza di architettura ospitata dal centro di ricerca ARCAM di Amsterdam. In questo contesto, le pratiche artistiche sono state impiegate come strumenti esplorativi e interpretativi per rivelare le qualità non immediate di due distinti spazi urbani: Havenstad, un porto in trasformazione nella zona nord della città, e Mercatorplein, una vivace piazza urbana. La discussione evidenzia come le arti possano reintrodurre il pensiero creativo e l’innovazione in modo non strumentale. Anziché prescrivere specifici canoni estetici o servire agli obiettivi prefissati di progetti civici o cooperativi di riqualificazione urbana, e in contrasto con gli approcci dominanti all’indagine spaziale basati sui dati, le arti offrono un mezzo per interagire con lo spazio urbano attraverso processi aperti, sensoriali e immaginativi.


